Parliamo con Pascal Jaulent di Face à Face

Il tuo background è nel mondo della finanza: come hai scoperto la tua passione per il design di occhiali?
All’origine c’è la mia passione per tutto quello che è architettura. Dopo alcuni anni come controller, ho avuto la possibilità di assistere phiilippe lafont. Lì ho scoperto un incredibile interesse per gli occhiali come accessori sotto un profilo umano, tecnico e della moda. Così ho lasciato che accadesse e ho sviluppato il concetto originale della nostra azienda – l’architettura – che è alla base delle collezioni face à face.

Quali sono i punti di forza delle nuove collezioni che lancerete alle prossime fiere?
Face à face sta presentando un numero incredibile di nuovi modelli che rivoluzionano la collezione, esaltandone il suo punto di forza originale: l’avanguardia delle forme e dei colori. Il piatto forte verrà dalla nostra capsule collection bocca: montature audaci, con le astine a forma di gambe e scarpe glamour all’estremità. Un altro punto di forza dei prossimi mesi sarà il nuovo brand che abbiamo presentato a silmo, woow, occhiali con simpatici messaggi sulle aste. Il prezzo è molto competitivo e sono – veramente – made in italy.

Tre buone ragioni per scegliere gli occhiali Face à Face?
La prima potrebbe essere la dimensione artistica e l’anima della collezione, in grado di trasmettere la bellezza moderna e l’armonia al mondo degli occhiali. La seconda è che una montatura face à face offre originalità, e un’eleganza di valore, personale e rara. La terza potrebbe essere economica: quando il prezzo per il valore e la durata nel tempo sono parole chiave per i clienti, il design armonioso senza tempo francese unito alla manifattura italiana è imprescindibile.

Qual è il segreto per creare modelli sempre nuovi?
Occhi e orecchie sempre aperti in ogni momento: il vento del tempo mi porta i semi che alimentano le mie idee. In questo senso i viaggi sono preziosi.

Hai un sogno nel cassetto?
Ne ho decine! Far sorridere quante più facce possibile: questo potrebbe essere il primo.