John Juniper e Jeff Solorio di Dita Eyewear

Quest’anno dita diventa maggiorenne: come vi sentite?
Sinceramente non passa giorno in cui jeff e io non ci sentiamo del tutto benedetti. Facciamo parte di un mondo che ci chiede sempre di più in termini di creatività e struttura e questo ci spinge a rimanere al top, creando modelli sorprendenti che possano superare le aspettative del mercato.

Quando avete iniziato, nel 1996, avreste immaginato di diventare così famosi?
Lo speravamo, ma solo dopo il terzo anno dalla nascita del nostro brand abbiamo iniziato a capire che stavamo suscitando interesse in tutto il mondo. Guardando indietro, pensando alle nostre origini di surfisti che venivano da dana point, in california, ci rendiamo conto di quanto siamo stati, e siamo ancora oggi, fortunati.

Oggi da cosa siete ispirati?
Il nostro lavoro è ispirato dal voler continuare a sperimentare con il design e la tecnologia, cosa che ci distingue dagli altri. Questo non solo è estremamente stimolante, ma è anche quello che ci dà la giusta motivazione ogni giorno.

Chi dovrebbe indossare i vostri occhiali ma ancora non l’ha fatto?
Steve mcqueen, audrey hepburn e serge gainsbourg.

Quale sarà l’evoluzione futura del design degli occhiali?
Credo che in un futuro non troppo lontano tutti avranno la possibilità di stamparsi i propri occhiali con la propria stampante in 3d a casa propria, semplicemente scaricando un file con il disegno del modello, come nella serie the jetsons (i pronipoti). Ognuno si personalizzerà la dimensione e il colore. Quando questo succederà, e diventerà la norma, allora gli occhiali fatti a mano dagli artigiani saranno ancora più preziosi e ricercati.

Se foste costretti a indossare gli occhiali di qualcun altro, quali scegliereste?
Gli occhiali vintage di Dunhill degli anni ottanta.