Ic!berlin, incontriamo Ralph Anderl

Come e quando hai scoperto la tua passione per il design di occhiali?
Tanto tempo fa. Comprai il mio primo paio di occhiali quando avevo 15-16 anni, a Stoccarda. Era un modello un po’ folle, la montatura trasparente con le lenti rosse, ma dopo poco tempo si ruppero. Due amici mi chiesero di riprodurre il modello, per convincere un produttore a realizzarli e venderli. Io lo feci, con un prototipo di cerniera in alluminio molto fragile. Questa persona non colse il potenziale del prodotto e allora decidemmo di farlo da soli! Non avevo nessuna conoscenza in materia, avevo una formazione in scienze della cultura, letteratura, arte… Ma in qualche modo riuscimmo a creare i primi occhiali nel nostro salotto! Questo fu l’inizio di ic!berlin, era il 1997 e io avevo 27 anni.

Dove trovi l’ispirazione per disegnare occhiali?
Sono influenzato della musica, dall’arte, dai bambini…

Se non fossi un designer di occhiali, cosa faresti?
Cerco di vivere una vita sana, cerco di bilanciare la frenesia del business prendendomi delle pause di quiete, respirando. Ma la mia passione è il canto, per il quale ho un talento naturale. Ogni mattina, tra le 8 e le 9, quando non c’è nessuno in ufficio, prendo lezioni di canto, in una stanza dedicata con il pianoforte. Sto lavorando al mio prossimo disco.

Perchè definisci ic!berlin una “azienda culturale”?
Io non ho fondato ic!berlin per diventare ricco. La nostra società è una piattaforma per realizzare idee. La mia formazione influenza fortemente ic!berlin. Per esempio, ogni lunedì, alle 9, viene un’insegnante di canto e iniziamo la settimana cantando tutti insieme. È questa la forza della nostra società.

Progetti per il futuro?
Lanceremo diversi nuovi materiali, e al Silmo presentiamo la collezione femminile. Poi c’è il progetto Onono, la collezione di occhiali in corno di bufalo di cui lanciamo solo 12 modelli ogni anno, progettati ogni volta da un designer diverso. Ogni anno, il 15 dicembre, facciamo uno shooting fotografico con gli occhiali Onono e io sono il modello. Il brand è nato quando avevo 37 anni e terminerà tra 49 anni: non sono solo occhiali, è anche un documentario sul mio processo di invecchiamento.