Traction Production, incontriamo Luca Gros

Come riuscite ad essere sempre innovativi?

È possibile grazie alla combinazione di due fattori. Da una parte abbiamo un atteggiamento aperto e curioso verso il mondo artistico grazie a letture, viaggi, visite… Per esempio la scorsa estate ci siamo spinti fino a Rodez, in Francia, per visitare il nuovo museo dedicato al pittore francese Pierre Soulages, che ha avuto un’ influenza significativa su alcune delle montature che presenteremo a Mido 2016. Dall’altra parte Traction vanta oggi 144 anni di esperienza nell’industria manifatturiera ottica e la nostra storia ci permette di rimanere in prima linea per quanto riguarda la tecnica e l’innovazione.

Provi a descrivere gli occhiali Traction con tre aggettivi.

Eleganti, artistici, francesi.

Quale montatura le sembra più rappresentativa dello stile di Traction?

Sono molte, ma se dobbiamo sceglierne una scegliamo la Jackie’O. È la più iconica, una combinazione di eleganza e pazzia.

Quale sarebbe il suo lavoro se non avesse incontrato il mondo delle montature?

Forse insegnante di scienze sociali, cioè ciò per cui ho studiato e che rimane la mia passione segreta. Anche se sicuramente è molto meno glam rispetto al mio lavoro attuale.

Qual è la sua prima sensazione quando incontra una persona che indossa gli occhiali?

Gli occhiali sono Traction? Se no dovrei convincerla…

Obiettivi in vista?

Continuare a fornire la bellezza agli occhi delle persone.