Omas Design. Parliamo con Andrea Furlan

Qual e’ la sua prima attenzione quando vede un occhiale indossato?

Quando vedo qualcuno indossare un occhiale, la mia attenzione si concentra in uno sguardo d’insieme. Non ho mai incontrato due persone che indossassero lo stesso occhiale allo stesso modo. Mi ritrovo a chiedermi con curiosità cosa abbia spinto quella persona ad indossare proprio quella determinata montatura. Spesso un occhiale può rivelare molto di chi lo indossa. Ciò che più mi sta a cuore quando vedo qualcuno indossare uno dei tanti modelli che abbiamo realizzato in questi anni, è che la persona che lo indossa si senta soddisfatta. Questa soddisfazione risulta essere l’apice e il traguardo di tutto il lavoro, la fatica e l’amore profuso in ciò che, con la nostra azienda, cerchiamo di realizzare da sempre.

La scelta di utilizzare decorazioni pregiate rende i vostri prodotti di elite: si può dire che chi acquista i vostri occhiali ha una predilezione per oggetti quasi unici?

Certamente i nostri prodotti sono caratterizzati da una particolare attenzione per tutto ciò che risulta essere pregiato ed esclusivo. Spesso nel mio lavoro mi ritrovo a prendere spunto dal mondo dell’oreficeria, cercando di far sì che le nostre creazioni siano caratterizzate da una particolare attenzione ai dettagli. L’intento è di creare occhiali che possano essere indossati come gioielli. Non a caso infatti il claim che accompagna la nostre ultime collezioni è “eyes jewels”, occhiali come gioielli per gli occhi.

La vostra azienda può certamente vantare una storia di produzione unita a tradizione e ricerca della perfezione: nei confronti di un mercato globalizzato, ritiene che questa posizione sia un vantaggio oppure limita una potenziale espansione delle vendite?

Mirare all’eccellenza percorrendo a volte strade tortuose, cercando di sviluppare oggetti unici per qualità e pregio, è una caratteristica che contraddistingue tutte le aziende italiane di successo. Oggigiorno, per aziende come la nostra, non ritengo vincente la scelta di misurarsi col mercato globale proponendo prodotti standardizzati a basso costo, perseguendo così l’idea di aumentare i guadagni puntando sulla quantità di prodotto realizzato anziché sulla qualità e l’originalità. Ritengo invece che in questo momento le aziende italiane dovrebbero orientarsi alla realizzazione di prodotti di eccellenza, mirando a conquistare quei settori del mercato che pur essendo considerati “di nicchia”, risultano invece avere ancora ottimi margini di crescita. Tali settori del mercato infatti meglio di altri si prestano all’assimilazione di concetti innovativi, caratterizzati da raffinatezza e cura per i dettagli, vere discriminanti per una strategia commerciale vincente.

La soddisfazione più grande dal suo lavoro?

Mi sono chiesto spesso perché fra le tante cose possibili sia finito a disegnare e lavorare nel mondo degli occhiali. Poi penso che l’occhiale, per sua stessa natura, ha la particolarità di vestire la parte del corpo a mio avviso più interessante, quella che più di ogni altra ci caratterizza: gli occhi. Trovo avvincente, appagante ed intrigante la sfida che si cela nel cercare di realizzare un oggetto che ha la responsabilità di vestire e proteggere ciò che spesso viene definito lo specchio dell’anima: l’occhio umano.